Corso G. Garibaldi 66, 61029, Urbino, IT

Quarta storia

La vetrina della memoria, inaugurata il 27 gennaio 2020, propone ai passanti di mantenere viva la memoria dell’olocausto attraverso l’immedesimazione.

Dalle vecchie macchine da scrivere appoggiate a terra compaiono scritti di Primo Levi: “Se questo è un uomo“, “La tregua“, “I sommersi e i salvati“.

Grandi fotografie scattate nei campi di sterminio e durante la deportazione riempiono ogni spazio. In ogni fotografia una delle persone ritratte, rivolta verso i passanti, ha il vestito colorato di rosso, per agevolare l’immedesimazione.

A separare l’allestimento dalla strada non c’è solo il vetro, ma anche un vecchio filo spinato arrugginito, teso tra due vecchi montanti di legno a creare una recinzione. Sul filo spinato sono impigliati brandelli di pigiami a righe e brandelli di testimonianze scritte di chi è sopravvissuto ai lager di chi era addetto alle camere a gas.

La più grande delle fotografie in bianco e nero esposte dietro al filo spinato è riprodotta su uno schermo e si attiva ogni volta che qualcuno di avvicina. Uno dei protagonisti assume il volto del passante che la osserva e la veste strappata che indossa si colora di rosso.